Il colloquio rappresenta la fase conclusiva della ricerca del lavoro. Dopo aver inviato il curriculum e la lettera di presentazione se il vostro profilo sarà risultato interessante per l’azienda, avrete buone possibilità di essere chiamati per un colloquio di lavoro. Di solito il colloquio è gestito da un recruiter o dal responsabile dell’azienda stessa.
La prima cosa da fare è condurre una ricerca approfondita dell’azienda, della sua storia, dei valori e dei piani futuri. Tutta questa ricerca si rivelerà utile durante l’intervista, poiché dimostrerete di essere serio ed interessato al lavoro. I sondaggi dicono che avere poca o nessuna conoscenza dell’azienda è il più grande errore commesso durante le interviste.
Cercate di arrivare in anticipo di 10-15 rispetto all’orario previsto e spegnete il cellulare. Per quanto riguarda l’abbigliamento per il colloquio c’è una semplice regola da seguire: indossate quello che indossereste sul luogo di lavoro. Il che significa che il tipo di abbigliamento da usare, varierà a seconda del tipo di azienda, (i dipendenti di una giovane start-up saranno sicuramente vestiti in maniera differente rispetto a quelli che lavorano in una banca).
Il colloquio di lavoro, in genere, inizia con una presentazione del candidato. Sarebbe opportuno che vi preparaste un breve discorso su di voi, dove evidenziate le vostre caratteristiche e le vostre qualità in relazione all’offerta di lavoro.
Domande classiche al colloquio di lavoro
In seguito l’intervistatore vi sottoporrà delle domande, relative alla vostra vita professionale passata, vediamo ad esempio, alcune domande classiche:
- Perché ha fatto domanda per questo lavoro? Questa domanda sembra ovvia. Il vostro successo nella risposta sarà direttamente proporzionato alla vostra preparazione, alle vostre qualità professionali e alle conoscenze che avete riguardo l’azienda. La domanda ha lo scopo di valutare se siete realmente interessati a quel lavoro
- Come vi descriverebbero i vostri compagni di classe? Il grande problema in questa domanda è mettere alla prova la vostra capacità di riflettere sul vostro comportamento. La risposta peggiore in assoluto a questa domanda è “non so”. Potreste non voler rivelare i vostri più grandi difetti di carattere ma dovreste comunque scegliere di offrire spunti su di voi che siano veri
- Qual è la vostra più grande debolezza? Ci sono diversi modi su come affrontare la domanda ma non rispondete mai dicendo “sono impaziente”, “sono troppo duro con me stesso”. Facendo il furbo scegliendo una debolezza che è un accenno mascherato alla vostra etica del lavoro. Purtroppo la risposta è vecchia come il mondo. La scelta migliore consiste nel scegliere una vera debolezza che, tuttavia, non è essenziale per il tipo di lavoro che si intende svolgere. I reclutatori sanno che voi siete, di fatto, un essere umano imperfetto come tutti. Vogliono solo assicurarsi che lo sappiate anche voi
- Perché dovremmo assumere voi? Evitate di recitare il curriculum perché l’intervistatore lo ha già letto. Non si tratta di questionare se le vostre capacità corrispondono alla posizione (che è già stata stabilita dall’invito al colloquio. Dovete solo evidenziare le vostre migliori qualità supportate da esempi nel campo dello studio o lavorativo
- A volte, per valutarvi, potrebbero farvi anche domande insolite per vedere come reagite. Spesso queste domande non hanno una risposta giusta o sbagliata. L’intervistatore valuta il modo in cui affrontate queste domande. Il modo in cui gestite il vostro processo mentale, se siete in grado di pensare rapidamente e gestire le situazioni inaspettate con equilibrio, creatività e senso dell’umorismo. Quindi ricordate, di fronte ad una domanda strana, quello che conta non è, tanto la risposta, ma come siete in grado di gestirla
State sempre attenti a seguire il vostro interlocutore. In un colloquio di lavoro è facile essere così concentrati su quello che dovete dire, dimenticandosi di prestare attenzione a ciò che vi viene detto. Una delle peggiori cose che possono accadere è che l’intervistatore si accorga che non lo state ascoltando.
Linguaggio del corpo al colloquio di lavoro
Il nostro linguaggio del corpo parla e il messaggio che trasmette è talvolta in contrasto con ciò che diciamo. Ci sono errori che tutti facciamo e questi errori del linguaggio del corpo potrebbero costarvi il lavoro:
- Errori nella stretta di mano. Una stretta di mano molle viene in genere associata a mancanza di interesse ed entusiasmo. Una stretta di mano troppo forte può essere un segno di aggressività o invadenza. I palmi sudati segnalano nervosismo. La giusta stretta di mano è fatta con una presa decisa ma tranquilla. Una buona stretta di mano trasmette sicurezza
- Errori con lo sguardo. Se fissiamo troppo l’intervistatore potrebbe essere interpretato come un segno di aggressività. D’altra parte, il contatto visivo insufficiente può significare timidezza e lo sguardo che vaga può mostrare una mancanza di interesse. Guardate l’intervistatore negli occhi per qualche secondo, (gli studi dicono 3,3 secondi), prima di guardare altrove. Un buon contatto visivo stabilisce coinvolgimento e interesse
- Errori con la testa. Un’abitudine comune sono i cenni di assenso eccessivo. Indica che si è accordo, il che è buono, ma dovrebbe essere limitato. Giocare con i vostri capelli è un altro gesto che distrae e risulta infantile
- Espressioni facciali da evitare Non sorridere abbastanza e accigliarsi può mostrare nervosismo o mancanza di fiducia.
- Movimenti delle braccia da evitare. Uno degli errori più grandi che si possono commettere è quello tenere le braccia incrociate. È un gesto difensivo e può rivelare noia, timidezza, disagio e resistenza. Non nascondete le mani, tenetele in vista, sul tavolo o sulle ginocchia. Usare le mani per fissare un passaggio del discorso va bene, ma non esagerate. Usate troppo è un segno di aggressività
- Errori di comunicazione. Parlate con una voce sicura, con frasi più brevi e brevi pause al momento giusto. Evitate di parlare troppo velocemente che potrebbe risultare difficile da seguire. Da evitare, anche, il tono da vittima, che riduce la vostra credibilità e mostra mancanza di fiducia
- Errori di posizione. Mostrate entusiasmo ed energia e sedete con la schiena dritta. Spiegare qualcosa piegandosi troppo vicino all’intervistatore deve essere evitato in quanto può essere interpretato come aggressivo. Rimanete fermi, ed evitate tutti i movimenti inutili (delle mani, del corpo, ecc) perché sono segnali di nervosismo
E’ logico che di fronte ad un colloquio di lavoro si tenda a diventare nervosi e questo lo sanno anche gli intervistatori. In ogni caso, se siete consapevoli che tendete a diventare eccessivamente nervosi nelle situazioni di colloquio, potrebbe essere utile fare delle prove con qualche amico o familiare.
“Giudicare un uomo con le sue domande piuttosto che con le sue risposte” è una famosa citazione di Voltaire
È sempre opportuno fare delle domande alla fine del colloquio di lavoro, questa dimostra che siete interessati e otterrete, allo stesso tempo, delle informazioni preziose sull’azienda. Io vi suggerisco di fare 2/3 domande, non di più.
Domande da fare all’intervistatore
Queste sono alcune, fra le quali potreste scegliere quelle che più vi interessano.
- Quali sono le prime priorità per questa posizione? Questa domanda è utile per sapere le cose che dovrete affrontare per prime e dimostra che siete giù pronti per iniziare il lavoro e sapete già le priorità.
- Quali sono le sfide di questa posizione? Questa domanda vi aiuta a scoprire problemi che spesso l’intervistatore non vuole evidenziare.
- Che tipo di possibilità di formazione offrite? Questa è una domanda che dimostra al vostro datore di lavoro che siete desiderosi di sviluppare professionalmente, aggiungendo così valore all’impresa.
- In che modo le prestazioni vengono misurate ? Questa è una domanda che dimostra al datore di lavoro che siete interessati a fornire quello che è richiesto
- Quali sono i prossimi passi e quando riceverò risposta? Questo domanda dimostra che sei desideroso di andare avantinel processo di assunzione.
Caratteristiche più importanti del candidato
Questo grafico mostra le caratteristiche del candidato che maggiormente vengono prese in considerazione durante il colloquio di lavoro
La personalità (personality): è l’aspetto che maggiormente viene preso in considerazione durante il colloquio. Non potete cambiare la vostra personalità ma potete dare la versione migliore di voi stessi. Preparatevi per il colloquio in modo da evitare che il nervosismo impedisca di mostrare la vostra personalità in modo sicuro.
Le abilità cognitive (cognitive skil): sono fondamentalmente per far si che tutte le informazioni che il nostro cervello ha a disposizione siano elaborare e trasformarle in conoscenza Non limitatevi a dire quello che sapete. Spiegate come l’avete imparato.
Sicurezza (self confidence): cercate di assumere un atteggiamento sicuro e provate a trasmettere la vostra sicurezza all’interlocutore
Abbigliamento (appearance): pretendetevi un minuto per pensare al tipo di abbigliamento più adeguato per il ruolo e per la compagnia per cui avete fatto domanda








