Le motivazioni per cui le persone decidono di provare a trovare lavoro all’estero possono essere molteplici.
Tantissimi, soprattutto giovani, decidono di fare un’esperienza di lavoro all’estero. Alcuni la fanno per poter esercitare la professione per la quale hanno studiato, dal momento che in patria non ne hanno la possibilità. Altri per migliorare la lingua del paese in cui decidono di andare a lavorare. Altri vogliono vivere un periodo in un paese straniero, dove c’è un’altra cultura, un altro clima e delle abitudini diverse. Alcuni, più semplicemente, partono alla ricerca di un qualsiasi lavoro. In ogni caso, qualunque sia la ragione che li spinge, lo scopo ultimo di tutti è cercare di migliorare la qualità della loro vita.
Anche se si tratta di una libera scelta, non è facile lasciare il proprio paese, i propri cari, le proprie abitudini e, in ultima analisi, la propria zona di comfort. Se si decide di fare questa scelta bisognerà sempre farsi carico di queste perdite.
Trasferirsi per lavorare all’estero non è una decisione semplice da prendere. Bisogna essere estremamente determinati, indipendenti e fortemente decisi a cercare la propria strada nella vita. Nonostante ciò chi decide di fare un passo come questo, attraversa sempre momenti di dubbio.
Il trasferimento per lavorare all’estero viene vissuto come una scelta piena di insidie, perché non sappiamo cosa ci aspetterà nel nuovo paese o ne abbiamo soltanto una vaga idea. “Se non trovo lavoro?” “Se non riesco a mantenermi?” “Se fallisco?” Questi e altri dubbi attanagliano, sempre, chi è alla prese con una decisione del genere.
Molte volte pur di non affrontare le difficoltà, che un trasferimento comporta, preferiamo convivere con i problemi che abbiamo e che ci fanno meno paura, perché li conosciamo. Scegliere di restare è sempre la scelta più facile.
Tenendo presente questo, è normale che davanti a una situazione sconosciuta, in cui non si sa esattamente cosa si troverà, come trasferirsi in un altro paese, si abbiano delle paure. È pienamente comprensibile che, anche una persona estremamente determinata, a volte, sia tormentata dalla paura di non raggiungere gli obiettivi fissati.
Per cui se si è decisi a provare a trovare lavoro all’estero, io consiglio innanzi tutto di:
1. Determinare i vostri obbiettivi: la scelta di un trasferimento all’estero va sempre attentamente valutata ed è una cosa che deve maturare gradualmente. Deve essere una scelta sempre presa in maniera consapevole e mai sull’onda emozionale di un avvenimento negativo.
2. Imparare la lingua, la conoscenze della lingua del paese è fondamentale sia per le prospettive di lavoro, sia per la possibilità di relazionarsi con gli altri per le questioni di importanza basilare: cercare la casa, cercare il lavoro, svolgere gli adempimenti burocratici, ecc.
3. Predisporre le risorse finanziarie, nell’organizzazione di un trasferimento all’estero la parte finanziaria è fondamentale. A meno che non si parta, avendo già trovato il lavoro, è bene poter disporre di una adeguata riserva di denaro a cui attingere, (se poi non si utilizza tutta, tanto di guadagnato), ma è bene averla a disposizione per eventuali imprevisti.
Trovare lavoro all’estero, con quanti soldi partire?
Questa è una domanda alla quale è impossibile rispondere con esattezza perché molto dipende dal paese dove vi trasferirete, vivere in Portogallo ha un costo diverso che vivere in Norvegia.
Occorre tener presente che di solito i paesi che offrono le maggiori opportunità lavorative sono anche quelli che hanno un PIL pro capite più alto e dove anche il costo della vita è maggiore.
Considerate che nella fase iniziale avrete molte spese: pagamento del canone di affitto, versamento di 2 o 3 mensilità come cauzione da consegnare al proprietario di casa, eventuali provvigioni dovute all’agenzia immobiliare, acquisto di alcune cose (piumone, lenzuola, ecc), spese per spostamenti, spese per il mantenimento personale ed imprevisti vari.
Per cui io consiglio a seconda del costo della vita del paese di destinazione di partire con una disponibilità di almeno 1.500 € fino ad arrivare a 4.000/5.000 € per i paesi dove il costo della vita è molto elevato.
Vi ricordo, che questo articolo non è che un breve estratto del libro ‘ La guida definitiva al trasferimento all’estero‘ contenente tutte le informazioni relative a come trasferirsi in un paese straniero, come cercare casa, i migliori modi per cercare lavoro e tanto altro.
Trovare lavoro all’estero, in quale paese trasferirsi?
In internet circolano innumerevoli articoli in cui si elencano paesi, dove a detta loro, si può vivere con qualche centinaio di euro al mese, affittare casa per un pugno di spicci e via dicendo, ma si dimenticano di dire che è impossibile, qui, per uno straniero trovare lavoro. Inoltre, vi dico, francamente, che questi paesi non esistono. A meno che una persona non voglia vivere in una capanna ma tanto vale, allora, farlo in Italia.
Chiarito che il paese del bengodi non c’è, diciamo che esistono paesi dove il costo della vita è inferiore a quello italiano e la tassazione minore, ma anche i servizi offerti, spesso, sono di qualità più bassa o addirittura assenti per cui ogni paese va valutato nel suo complesso.
Tenete invece presente che, di solito, quando un paese offre opportunità lavorative, significa che è un paese con una buona economia e dove il costo della vita, generalmente è uguale o superiore a quello italiano
Per quanto riguarda la scelta del paese dove andare, questa dovrebbe essere determinata da diversi fattori:
- Il paese in cui ci sono le maggiori possibilità di trovare lavoro nel vostro campo professionale.
- Il paese che meglio si adatta al vostro stile di vita.
- La vostra età. Nel caso il vostro sia un lavoro specializzato, l’età non rappresenta un grosso problema. Nel caso non abbiate una professionalità da spendere e quindi cerchiate lavori meno qualificati dovete tener presente che avrete un’agguerrita concorrenza di giovani che renderanno difficile la vostra assunzione.
- Il paese dove avete degli agganci.
Capisco che conciliare tutte queste cose non sia facile, ma almeno vale la pena tentare di trovare un compromesso. Poi è chiaro che, se a voi piace la Spagna ma la vostra professionalità li è scarsamente richiesta mentre è ricercata e ben retribuita in Germania, dove fra l’altro vive vostro cugino, forse è il caso che prendiate in considerazione un cambio di destinazione. Anche se dovete essere ben consapevoli che trasferirsi in un paese che non amate renderà la fase di adattamento più lunga e traumatica e, probabilmente, non arriverete mai ad una completa accettazione della nuova realtà.
Lavorare all’estero, cose da conoscere
Conoscenza della lingua: un livello di conoscenza, almeno B1 della lingua del paese in cui pensate di trasferirvi, aumenterà notevolmente le possibilità del vostro successo. Maggiore sarà la conoscenza della lingua, più facile sarà per voi vivere e lavorare in quel paese.
Conoscenza approfondita del paese di destinazione, ho conosciuto persone che si erano trasferite in un paese e facevano fatica a conoscere quale ne fosse la capitale, avevano deciso di trasferirsi li perché c’erano stati due anni prima in ferie e se ne erano innamorati. Invece prima di trasferirvi vi consiglio di approfondire bene tutti gli aspetti relativi a quel paese da quelli sociali a quelli lavorativi, per finire con quelli culturali.
Molte persone spesso sottovalutano l’importanza degli aspetti culturali quando cercano lavoro all’estero. Questi includono certamente la lingua ed il mercato del lavoro, ma anche la cultura aziendale nel luogo in cui si lavora e nella società in senso lato. Ad esempio, nei paesi nordici, spesso non ci sono gerarchie invece in Francia, la gerarchia è presente ed il sistema è molto centralizzato. Fino ad arrivare nei paesi dell’Europa orientale ed in Asia dove l’autorità è estremamente importante e fare commenti negativi o critiche non è accettato.
Lavorare in un paese è diverso che lavorare in un altro, anche svolgendo la stessa funzione. Bisogna, innanzi tutto, conoscere la cultura di quel paese.
Ad esempio, chi ha lavorato in Spagna sa come si lavora e come ci si rapporta con i colleghi in Spagna ma non sa come si lavora e ci si rapporta in Svezia. Sul posto di lavoro, in Italia, se qualcuno dice “facciamo 5 minuti di pausa” quei 5 minuti non sono gli stessi 5 minuti che sarebbero in Svizzera.
Conoscenza di se stessi, è fondamentale conoscere bene le proprie capacità professionali (competenze, esperienze, ecc). Bisogna partite con l’obbiettivo di fare il proprio lavoro e bisogna saper farlo bene. Non partire con un “mi va bene tutto”, che oltre denotare un’assoluta mancanza di professionalità, spesso, alla prova dei fatti, si rivela anche falso.
Conoscenza di altre persone, avere delle persone che vivono già nel paese e che possano dare supporto, (logistico, psicologico, ecc), è di grande importanza. Chi ha amici, parenti o un appoggio in loco sicuramente sarà avvantaggio nel suo trasferimento. Chi non ha conoscenze in loco dovrà darsi da fare per crearsi al più presto un network di amicizie/conoscenze che lo possa aiutare.
La domanda che molti si pongono è: quante possibilità ci sono di trovare lavoro all’estero già dall’Italia?
E’ chiaro che essere già sul posto facilita di molto la ricerca del lavoro. Tolti alcuni lavori nel settore gastronomia, in determinati paesi, o in qualche call centre per il resto ottenere un colloquio e poi una offerta di lavoro in un paese diverso da quello di residenza non è mai scontato, specialmente se parliamo di piazze molto competitive. Certo le probabilità di un candidato dall’estero sono proporzionali alla sue competenze (skillls) ed alla sua esperienza ma, in ogni caso, parchè non provarci?
Cercare lavoro all’estero
Cercare lavoro all’estero è esattamente come cercare lavoro in Italia. Con una differenza: essere sul posto facilita di molto la ricerca. Le statistiche dicono che circa il 40% delle assunzioni viene fatto tramite segnalazione diretta.
A parte alcuni lavori, ottenere un colloquio e poi una offerta di lavoro in un paese diverso da quello di residenza non è mai scontato, specialmente se parliamo di piazze molto competitive.
Le probabilità di un candidato di trovare lavoro direttamente dall’Italia sono proporzionali alla vostre competenze (skills) ed alla sua esperienza, in ogni caso, perché non provarci?
A tal proposito vi segnalo un’utile guida Eures “Pronti a Partire” pensata per fornire utili suggerimenti a quanti vogliano trasferirsi in uno degli Stati membri dell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. E’ divisa in sezioni per ogni paese europeo e fornisce indicazioni di carattere generale e consigli specifici per affrontare la ricerca del lavoro. Una volta al’interno del sito potete scaricarla gratuitamente in una delle 25 lingue disponibili.
Un altro modo per cercare lavoro all’estero potrebbe essere rappresentato dalle fiere del lavoro. La fiera del lavoro internazionale più importante è la Emigration expo, che si tiene in Olanda, a Houten, cittadina vicino Utrecht. E’ una fiera dedicata a coloro che vogliono emigrare. Partecipano aziende ed istituzioni di oltre 200 paesi. E’ divisa in tre padiglioni: Europa, Paesi Scandinavi e Settore Internazionale, con più di un milione di offerte di lavoro. E’ possibile selezionare le aziende partecipanti per nome o settore di attività oppure paese di provenienza.
Personalmente non vi ho mai partecipato, ma ho conosciuto persone che hanno trovato impiego tramite questa fiera. Se fossi giovane e avessi una mezza idea di emigrare prenderei in considerazione un week end in Olanda per fare un salto a questa fiera, con un po’ di curricula sotto braccio. Anche se è vero che le candidature, si possono spedire, alle aziende partecipanti, tramite internet senza per forza dover andare fino in Olanda, un salto per rendersi conto dell’ambiente e fare un po’ di networking non fa mai male.
Vediamo come utilizzare al meglio tutti gli strumenti che internet ci mette a disposizione:
1 Linkedin Sebbene ne esitano altri, linkedin è senza dubbio il più importante social in ambito lavorativo a livello mondiale. Oltre che visionare le offerte di lavoro presenti, per massimizzarne l’efficacia dovrete anche:
- curare e tenere aggiornato il vostro profilo
- creare collegamenti e iscrivervi a gruppi inerenti la vostra professione
- partecipare attivamente alla vita del social
- seguire i recruiter del paese e del settore di vostro interesse
2 Facebook, Twitter e altri social. I contatti e le conoscenze personali, sono tutt’ora in ogni parte del mondo, il modo migliore per accedere al mercato del lavoro. Per cui se non avete contatti in loco, cercate di crearveli, utilizzando questi social, si chiamano social appunto perché servono a socializzare.
Inoltre, non escludete a priori nessuna opportunità, ho conosciuto diverse persone che in qualche gruppo di lavoro su questi social hanno postato il loro curriculum e sono stati contattati da qualche recruiter.
3 Auto candidature. Un altro metodo efficace è quello di inviare la propria auto candidatura alle aziende del settore professionale di interesse. Tenete presente che il curriculum dovrà essere redatto in maniera diversa a seconda del paese di destinazione.
4 Eures il portale europeo della mobilità, che contiene le offerte di lavoro da parte di tutti gli stati della UE.
5 La Guida definitiva al trasferimento all’estero. Una guida indispensabile per che desidera trasferirsi in un altro paese, un libro ricco di consigli ed informazioni pratiche su come trovare lavoro, come affittare casa o avviare un proprio business.
6 Siti con offerte di lavoro specifiche per italiani. Questa è una bacheca di annunci che contiene offerte di lavoro, per italiani, in tutti i paesi del mondo.
Questo, per quanto riguarda la ricerca attraverso internet che è possibile fare dall’Italia. In ogni caso prima del trasferimento definitivo in un paese è opportuno averlo visitato in precedenza, per vedere se vi piace e se risponde alle vostre aspettative. Potete, anche, approfittare di questo periodo esplorativo, in due modi:
– facendo job hunting sul posto, consegnando direttamente il vostro curriculum alle aziende che vi interessano
– partecipando ad una delle tante fiere del lavoro, che ad intervalli regolari si tengono in tutti i paesi del mondo. Magari organizzando il vostro viaggio proprio in coincidenza con una di queste fiere
Un ultimo consiglio che mi sento di dare ai giovani neolaureati è quello di specializzarsi. Se siete giovani e non avete esperienza pregressa alle spalle, la specializzazione sarà il vostro miglior lasciapassare per il mondo del lavoro. Sia che siate ingegnere, informatico o architetto sceglietevi una nicchia e specializzatevi in quella.
Il tempo dei generalisti sta finendo ed in futuro saranno sempre di più le forti competenze specifiche in un’area a fare la differenza. Dovete fare in modo da rendervi veramente unici ed appetibili perché un’azienda straniera decida di assumere un neo laureato che si trova ancora in Italia.
Trovare lavoro all’estero, conclusioni
Voglio chiudere l’articolo dandovi alcuni importanti consigli su come procedere nella vostra ricerca:
- Trovate le aziende a cui poter inviare il vostro curriculum
- Trovate i ruoli all’interno dell’azienda per cui potreste candidarvi. A questo punto avete due opzioni, alcuni preferiscono candidarsi solo per i ruoli specifici alle loro competenze. Altri preferiscono essere meno rigidi e candidarsi anche per ruoli non propriamente specifici, ma dove comunque sia possibile utilizzare le loro abilità, per ampliare il ventaglio delle loro possibilità
- Informatevi se per esercitare la vostra professione, in quel paese, sono necessari certificazioni particolari
- Nel caso stiate cercando lavoro in un paese in cui è necessario trovare un datore di lavoro che vi sponsorizzi, cercate la lista delle aziende si offrono come sponsor per i candidati stranieri
- Preparate sempre un CV e lettera di presentazione diversa per ogni offerta di lavoro, utilizzando, al meglio, le parole chiave che trovate nell’offerta di lavoro per la quale state applicando
- Preparatevi a rispondere alle domande che, in un eventuale colloquio, il datore di lavoro potrebbe farvi. A tal fine, sarebbe opportuno acquisire il maggior numero di informazioni sull’azienda per la quale ci si sta candidando
- Da ultimo, non perdete mai la speranza, magari per alcuni mesi non riceverete nessuna risposta, ed improvvisamente potreste ricevere 2 o 3 proposte di colloquio







