La Thailandia è considerata una media potenza industriale, il PIL pro capite thailandese si colloca attorno al 70 posto a livello mondiale, comunque superiore a quello cinese e brasiliano.
L’ agricoltura e la pesca danno lavoro a oltre i due terzi della popolazione thailandese. La Thailandia è uno fra i più grandi produttori ed esportatori di tapioca, riso, ananas, zucchero, mais, pesce, gamberi e molluschi.
Il settore industriale è ben svillupato La Thailandia vanta una forte produzione di autoveicoli. Infatti molte aziende automobilistiche americane, giapponesi e anche europee hanno aperto qui degli impianti di produzione. Anche l’industria dell’abbigliamento, delle scarpe e dell’elettronica è in aumento.
Per quanto riguarda il settore terziario il turismo è una voce importante nell’economia thailandese e rappresenta circa il 10% del PIL. La Thailandia rimane una delle più importanti mete turistiche internazionali e nel 2017 gli arrivi sono stati oltre 35 milioni. Le sue mete turistiche più famose sono Phuket, Krabi, Koh Samui, Bangkok e Pattaya. Il tasso di disoccupazione, nel paese, si aggira stabilmente attorno all’1%.
Da notare che vi è una notevole disparità di stipendio fra le professioni qualificate e quelle più generiche. Lo stipendio medio di un laureato è di quasi 2.000 € mentre i lavoratori meno qualificati hanno stipendi di circa 300 €.
Lavori per italiani in Thailandia
Se non i conosce la lingua tailandese ma solo quella inglese, questi sono i settori che offrono le maggiori opportunità lavorative per italiani:
- Call centre e customer care: ci sono molte aziende di call center, soprattutto a Bangkok e Chiang Mai. ma anche in altre città, che necessitano di madrelingua italiani. Per questo tipo di lavoro solitamente è richiesta la laurea (che serve per l’ottenimento del visto). Gli stipendi variano dai 600 € ai 1.000 € al mese. Il salario minimo 50.000 bath (1.400 €), dovuto per legge, agli stranieri, viene di solito, aggirato perché le aziende in questione si avvalgono del progetto BOI
- Ristorazione: visti i numerosi locali italiani, presenti in Thailandia, alcuni anche di ottimo livello, esiste la possibilità di trovare lavoro in questo settore
- Insegnanti: per uno straniero, il lavoro più facile da trovare è quello di insegnante della lingua inglese presso scuole pubbliche e private, che sono alla continua ricerca di docenti. I madrelingua sono i più richiesti, ma anche i non madrelingua certificati TEFL hanno buone possibilità di essere assunti. (La certificazione TEFL può essere ottenuta anche online, con un costo di 300/400 €, in poco più di un mese). Mentre gli insegnanti di lingua italiana possono trovare lavoro presso le poche scuole pubbliche o private che hanno corsi di lingua italiana, soprattutto a Bangkok. Gli stipendi degli insegnanti sono attorno ai 1.000 €, in ogni caso contrattate con la scuola riguardo: paga, alloggio, permesso di lavoro, ferie e assistenza sanitaria.Vi segnalo questa directory Oxfordseminars che contiene l’elenco di tutte le scuole di inglese presenti in Thailandia
Cercare lavoro in Thailandia
Come cercare lavoro in Thailandia:
1LinkedIn, oltre che visionare le offerte di lavoro presenti è opportuno iscriversi ai numerosi gruppi di lavoro presenti.
2 Contatti diretti, il contatto diretto tramite la conoscenza di qualche persona che già lavora in Thailandia rimane una delle strade migliori per la ricerca del lavoro.
3 Siti per ricerca lavoro
- Jobsdb, principale portale per le offerte di lavoro in Thailandia, quello che contiene più offerte in assoluto
- Jobcute, offerte di lavoro in tutte le città thailandesi
- Bangkokpost, notiziario on line di Bangkok, con una sezione dedicata al lavoro
- Jobbkk, offerte di lavoro in tutto il territorio
- Ajarn, miglior sito per le offerte di lavoro nel settore dell’insegnamento
- Dave’s Cafe, secondo miglior sito per le offerte di lavoro nel settore dell’insegnamento
- Thaihoteljob, offerte nel settore hospitality
- Jobtopgun, parte in thailandese e parte in inglese
4 Agenzie del lavoro, vi sono, anche, molte agenzie di reclutamento alle quali poter inviare il curriculum. Tenete presente che alcune di queste agenzie in caso vi trovino un lavoro, vi faranno pagare il servizio, altre sono gratuite, perché, il costo verrà interamente pagato dal datore di lavoro che potrebbe, però di conseguenza, abbassare il vostro stipendio.
- Prtr, agenzia di recruiting con 2 sedi in Thailandia
- RSM, agenzia con sede a Bangkok
- SSR, agenzia con sede a Bangkok
- JAC, agenzia di recruiting con diverse sedi in Thailandia
- Monroe, agenzia di recruiting con sedi in tutto il sud est asiatico
Lavorare in Thailandia
Lavorare come dipendente, per un italiano, in Thailandia è estremamente difficile per una serie di fattori: sia per le restrizioni imposte dal governo, sia per la difficoltà della lingua. Non a caso, la maggior parte degli stranieri che lavorano in Thailandia, sopratutto a Bangkok, sono dipendenti di multinazionali straniere.
Le uniche attività in cui si potrebbe avere qualche possibilità, eccetto alcuni professionisti laureati in discipline tecnico-scientifiche e operatori di call centre, sono quelle legate al mondo del turismo e alla ristorazione in primis. Risulterà, in ogni caso, molto difficile trovare lavoro in questi settori dall’Italia. Una possibilità è rappresentata dalle catene di hotel internazionali, che hanno spesso delle posizioni vacanti per la Thailandia, alle quali potete candidarvi attraverso i loro siti web.
La via percorribile per chi desidera lavorare in Thailandia è quella di andare direttamente sul posto e presentare, di persona, la propria candidatura ai vari ristoranti italiani o alle altre attività turistiche. Ma sconsiglio di arrivare, in Thailandia, all’avventura, con pochi soldi e iniziare a cercare lavoro come si potrebbe fare in un paese europeo. Qui dovete venire con risorse economiche adeguate, fare i turisti per qualche mese, prendere contatti, cercare opportunità ma, anche essere consapevoli che potete tornare in Italia senza aver trovato nulla.
Trasferirsi e lavorare in Thailandia non è assolutamente facile ma con impegno e buona volontà, non è neanche impossibile, dal momento che ho conosciuto tanti connazionali che vi lavorano. Per cui portate con voi i vostri titoli di studi, potrebbero esservi utili, nel caso vi dovesse capitare di richiedere un visto di lavoro. Ad ogni modo lavorare in Thailandia non è tutto rose e fiori: il popolo thai, come tutti popoli orientali è fondamentalmente razzista verso lo straniero ed inoltre dovrete fare i conti con il clima, lavorare sempre con 30-40 gradi non è facile.
Per chi desidera trasferirsi in Thailandia e dispone di risorse economiche, la cosa più fattibile è quella di aprire una propria attività. Arrivano continuamente italiani in Thailandia che decidono di avviare un proprio business nell’ambito della ristorazione e del turismo o che semplicemente gestiscono la lavoro attività on line, essendo persone che lavorano attraverso internet.
Ricordatevi, però, che l’apertura di un business in Thailandia vuol dire burocrazia: carte, documenti, autorizzazioni, work permit, consulenti da pagare, ecc. Ah, dimenticavo, scordatevi l’inglese, tutti la documentazione sarà solo e sempre in lingua thailandese.
Una volta aperta l’attività penserete di essere a posto, invece siete solo all’inizio, avrete a che fare con l’ufficio immigrazione, l’ufficio del lavoro, l’ufficio della sicurezza sociale, l’ufficio delle tasse, polizie di tutti i tipi e decine di altri enti che periodicamente verranno a controllarvi, e in qualità di straniero non vedranno l’ora di potervi sanzionare.
E come se non bastasse sarete continuamente impegnati a svolgere adempimenti burocratici: il rinnovo del vostro permesso di lavoro, poi quello dei vostri dipendenti, (nel caso abbiate dipendenti stranieri), poi il report finanziario della vostra azienda, poi il bilancio, e cosi via, ogni settimana vi troverete a fotocopiare il vostro passaporto e firmare documenti, rigorosamente in lingua thailandese di cui non capite una virgola e dovete solo sperare che il vostro traduttore non vi faccia finire nei guai per una firma che voi avete messo su uno, fra quelle centinaia di fogli che avete firmato, senza in realtà sapere cosa stavate esattamente firmando.
E dopo un po’, per chi decide di aprire un business, tra problemi, discussioni, scartoffie, documenti, avvocati e mazzette da pagare, la Thailandia potrebbe non apparire più quel paradiso che aveva sognato.
Tutto quello che ho scritto sopra vale per chi apre un’ attività in Thailandia e cerca di gestirla in modo autonomo. Molti, invece, arrivano nel paese del sorriso e aprono un’attività assieme alla loro ‘ragazza’ mettendosi, in pratica, completamente nelle loro mani. In questo caso la scelta si commenta di sola e non vale neanche la pena di aggiungere niente.
Lavorare in Thailandia illegalmente
La bellezza dei paesaggi e del clima associati ad un basso costo della vita hanno richiamato in Thailandia moltissimi nomadi digitali, provenienti da tutto il mondo. Soprattutto a Chiang Mai. Sappiate però che, per legge, lavorare come nomade digitale in Thailandia è illegale, se non avete una società registrata nel paese. Per cui ufficialmente dovrete dichiararvi turisti.
In Thailandia ci sono migliaia di stranieri che lavorano illegalmente. La maggior parte lo fanno in maniera consapevole ma alcuni non sanno nemmeno di infrangere la legge thailandese e mi riferisco ai molti nomadi digitali che pensano che per poter lavorare on line sia sufficiente un visto turistico.
Siate consapevoli che gli stranieri che lavorano senza un permesso di lavoro possono essere puniti con la reclusione fino a cinque anni e/o una multa da 2.000 a 100.000 baht. Mentre un datore di lavoro che consente ad uno straniero di lavorare senza un permesso di lavoro può ricevere una sanzione che va da 10.000 fino a 100.000 baht. Inoltre, chiunque commetta reati in Thailandia può essere espulso e non ammesso a rientrare nel paese. Poi, che con una bustarella gli organi di controllo chiudano gli occhi è un altro discorso. Io vi consiglio di non rischiare. Anche perché esiste molta delazione, ci sono persone che campano denunciando gli stranieri (farang) che commettono reati.
Infine vi segnalo questa Guida per il lavoratore straniero in Thailandia, (in inglese).
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